Guida autonoma, ecco le prime regole del nuovo Codice della Strada

Il nuovo Codice della Strada introduce le prime regole per i veicoli a guida automatizzata e la figura del controllore.

26 settembre 2026 12:00
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Il testo base del nuovo Codice della Strada introduce per la prima volta una disciplina specifica per i veicoli a guida automatizzata. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lo ha presentato il 21 luglio e il 7 agosto lo ha inviato a oltre cento tra associazioni, imprese e sindacati per la consultazione pubblica, che si è chiusa il 13 settembre. La versione definitiva è attesa entro il 14 ottobre, termine fissato dalla legge delega, prima del passaggio in Consiglio dei ministri e in Parlamento.

Il testo introduce tre categorie di veicolo e una nuova figura, il controllore, la persona che deve restare sempre a bordo e resta responsabile della circolazione del mezzo anche quando il sistema di guida è attivo in modalità completamente automatizzata. I veicoli interessati appartengono alle categorie internazionali M e N, cioè auto e mezzi per il trasporto merci, e restano soggetti all'omologazione secondo la normativa europea vigente.

Cosa definisce il testo base e chi controlla il veicolo

Il documento distingue tre livelli. Il sistema di guida automatizzata è l'insieme di hardware e software in grado di eseguire l'intera attività di guida dinamica del veicolo in modo continuativo, ma solo dentro un ambito di impiego definito in anticipo, per esempio un tratto autostradale o un'area urbana delimitata. Il veicolo automatizzato può muoversi in autonomia per periodi determinati senza supervisione costante, mentre il veicolo totalmente automatizzato è progettato per muoversi senza alcun intervento del conducente, secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il controllore non coincide necessariamente con il conducente tradizionale. Deve possedere requisiti che un decreto successivo del Ministero dovrà ancora stabilire ed è tenuto a intervenire senza ritardo in caso di emergenza, assumendo il comando del veicolo quando necessario. La responsabilità della circolazione resta sua anche nelle fasi in cui il sistema guida da solo, un punto che il testo base mantiene fermo anche per il livello di automazione più avanzato.

Come si arriva su strada e cosa cambia rispetto a oggi

Per circolare, un veicolo dovrà seguire un percorso definito: conformità tecnica, omologazione e autorizzazione alla circolazione negli ambiti individuati dal Ministero, nel rispetto della normativa europea. Il testo distingue questa procedura generale da quella riservata alle attività di ricerca e sviluppo non finalizzate direttamente all'omologazione, la stessa modalità sperimentale già in uso dal 2019 in Italia, dopo il decreto smart road del 2018, quando ogni veicolo a guida automatizzata circolava in deroga, caso per caso, con autorizzazioni specifiche.

I veicoli dovranno dimostrare, con test certificati, il rispetto di requisiti di sicurezza attiva e passiva, la resistenza in caso di incidente e l'affidabilità dei sistemi in diverse condizioni di traffico e meteo, con prove su circuiti chiusi e su percorsi reali supervisionati, oltre alla certificazione della sicurezza informatica.

Il quadro si muove anche a livello europeo. Nel giugno 2026 diciotto Stati membri, Italia compresa, hanno firmato a Lussemburgo una dichiarazione per sviluppare piattaforme di sperimentazione transfrontaliere dedicate ai veicoli autonomi, con applicazioni pensate per il trasporto pubblico, il trasporto merci e la logistica dell'ultimo miglio nel settore automotive. Anche una volta approvato, il nuovo Codice non entrerà in vigore prima del 2027, e diverse disposizioni resteranno inapplicabili finché non usciranno i regolamenti attuativi. Per la guida automatizzata è probabile un periodo transitorio più lungo rispetto alle altre materie del Codice, per dare a costruttori e operatori il tempo di adeguarsi alle nuove procedure di omologazione.

Domande frequenti

Quando sarà possibile comprare un'auto a guida completamente autonoma in Italia?

Non prima del 2027. Il nuovo Codice non entrerà in vigore appena approvato e la guida automatizzata avrà probabilmente un periodo transitorio più lungo, in attesa dei decreti attuativi che stabiliranno requisiti tecnici e ambiti di impiego autorizzati.

Chi è responsabile in caso di incidente con il sistema di guida automatizzata attivo?

Secondo il testo base, la responsabilità della circolazione resta al controllore, la persona sempre presente a bordo, anche quando il veicolo procede in modalità completamente automatizzata. I requisiti per ricoprire questo ruolo saranno definiti da un decreto successivo del Ministero.

Cosa cambia rispetto a oggi per chi sperimenta veicoli a guida autonoma sulle strade italiane?

Oggi ogni sperimentazione avviene in deroga, con autorizzazioni concesse caso per caso dal 2019. Il nuovo testo introduce una procedura organica, con conformità tecnica, omologazione e autorizzazione alla circolazione negli ambiti individuati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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