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Dove trovare la potenza in kW sul libretto e l'equivalente in cavalli
Dove trovare la potenza in kW sul libretto e l'equivalente in cavalli
Dove trovare la potenza in kW sul libretto, cosa indica il campo P.2 e come incide su bollo, superbollo e neopatentati
Chi cerca i cavalli sul libretto di un'auto trova un numero diverso da quello della brochure, e spesso nemmeno nella stessa unità di misura. La carta di circolazione italiana riporta la potenza in kilowatt, dentro un campo contrassegnato dal codice P.2. Quel valore è lo stesso che usano la Regione per calcolare il bollo, l'Agenzia delle Entrate per il superbollo e la Motorizzazione per stabilire se un neopatentato può mettersi al volante. Saperlo leggere evita errori che costano denaro, e in qualche caso una sanzione.
Il campo sembra banale. Contiene però una storia normativa europea, una distinzione tecnica tra motori termici ed elettrici e almeno un paio di trappole in cui cadono anche automobilisti esperti.
Punti chiave
Sulla carta di circolazione la potenza del veicolo è riportata in kilowatt nel campo P.2, definito dalla direttiva 1999/37/CE come potenza netta massima.
Il valore del P.2 viene misurato secondo il Regolamento UNECE n. 85, che accetta uno scostamento massimo del 2% tra potenza dichiarata e potenza rilevata.
Per le auto elettriche il riferimento omologativo è la potenza massima sui 30 minuti, una media continuativa inferiore ai picchi indicati nei cataloghi.
Il superbollo costa 20 euro per ogni kW oltre i 185, con riduzioni al 60, al 30 e al 15 per cento dopo cinque, dieci e quindici anni.
I neopatentati con patente B rilasciata dal 14 dicembre 2024 non possono guidare per tre anni auto oltre 75 kW/t di rapporto potenza/tara e, per la categoria M1, oltre 105 kW.
Un kilowatt equivale a circa 1,3596 CV metrici, dato che un CV corrisponde a 735,49875 watt.
Dove si trova la potenza sulla carta di circolazione
Le lettere e i numeri che affollano il libretto derivano dalla direttiva 1999/37/CE del Consiglio, del 29 aprile 1999, che ha armonizzato i documenti di immatricolazione in tutta l'Unione. Il testo imponeva agli Stati membri di adeguarsi entro il 1° giugno 2004 e stabilisce che i dati del documento siano preceduti da codici comunitari identici ovunque. Per questo un libretto tedesco, francese o spagnolo si decifra con la stessa chiave di lettura di quello italiano, anche senza conoscere la lingua.
Nel testo consolidato della direttiva sui documenti di immatricolazione, la lettera P raggruppa i dati del motore. Il codice P.1 indica la cilindrata in centimetri cubi, il P.3 il tipo di combustibile o di alimentazione e il P.2 la potenza netta massima in kW, con l'annotazione "se disponibile". Accanto a questi compaiono, tra i dati facoltativi, il P.4 con il regime nominale in giri al minuto e il P.5 con il numero di identificazione del motore.
Sul documento cartaceo la ricerca è quindi semplice. Si individua la sezione dedicata al motore, si cerca la sigla P.2 e si legge il numero che la segue, espresso sempre in kilowatt. Anche sul Documento unico di circolazione e proprietà la potenza compare alla stessa voce.
I campi da non confondere con la potenza
La confusione più frequente riguarda il codice P.1. La cilindrata è una grandezza geometrica, il volume spazzato dai pistoni, e non dice nulla di preciso sulla potenza erogata. Due motori da 1.500 centimetri cubi possono avere potenze molto diverse a seconda di sovralimentazione, fasatura e gestione elettronica.
Un secondo equivoco nasce dalla lettera Q. La direttiva la riserva al rapporto potenza/massa in kW/kg e la prevede soltanto per i motocicli. La stessa norma lascia comunque agli Stati la possibilità di inserire nel documento dati ulteriori e codici nazionali tra parentesi.
Ci sono infine i cosiddetti cavalli fiscali, che sul libretto moderno non hanno un campo proprio. Si tratta di un parametro amministrativo ricavato dalle caratteristiche geometriche del motore, usato storicamente per scopi tributari e tabellari, e non coincide con la potenza meccanica. Chi li cerca sulla carta di circolazione non li trova, e non deve provare a dedurli dal P.2.
Cosa significa potenza netta massima
Il valore scritto nel P.2 non nasce da una dichiarazione libera del costruttore. Viene misurato durante l'omologazione secondo il Regolamento UNECE n. 85, la norma delle Nazioni Unite recepita nell'ordinamento europeo che disciplina la misura della potenza netta dei motori a combustione interna e dei gruppi motopropulsori elettrici destinati ai veicoli delle categorie M e N.
L'aggettivo netta ha un significato preciso. La prova si esegue con installati gli ausiliari necessari al funzionamento del motore nell'impiego previsto, così che il numero finale tenga conto di ciò che il motore deve alimentare per girare davvero su un'auto. È una potenza misurata al banco nelle condizioni del veicolo, diversa da quella che un motore nudo potrebbe esprimere senza alcun carico accessorio.
Il regolamento fissa anche una tolleranza. La potenza dichiarata dal costruttore per un tipo di motore viene accettata se non si discosta di oltre il 2% dal valore misurato dal servizio tecnico sul motore sottoposto alla prova. Su un'auto da 100 kW, il dato ufficiale e quello rilevato possono quindi differire di un paio di kilowatt senza che l'omologazione venga messa in discussione.
Perché i kilowatt e non i cavalli
Il kilowatt è l'unità del Sistema internazionale per la potenza, ed è naturale che un documento pubblico armonizzato la adotti. I cavalli restano però l'unità con cui il mercato comunica, e il passaggio dall'una all'altra richiede un fattore di conversione preciso.
Il cavallo vapore metrico, indicato in Italia con CV e in Germania con PS, è definito come la potenza necessaria a sollevare 75 chilogrammi-forza per un metro in un secondo. Il prodotto con l'accelerazione di gravità standard, pari a 9,80665 metri al secondo quadrato, dà 735,49875 watt. Ne segue che un kilowatt vale circa 1,3596 CV, e che un CV vale circa 0,7355 kW.
Il conto pratico è immediato. Un'auto con 88 kW nel campo P.2 sviluppa circa 119,6 CV. Il percorso inverso funziona allo stesso modo, e 150 CV corrispondono a circa 110 kW.
Esiste poi l'horsepower anglosassone, indicato con hp, che vale circa 745,7 watt ed è quindi leggermente più grande del CV metrico. Chi confronta una scheda tecnica statunitense con un libretto europeo deve tenerne conto, perché la stessa auto risulta avere meno hp che CV, con uno scarto di poco superiore all'1%.
Il caso delle auto elettriche e ibride
Sulle auto a batteria il numero del P.2 sorprende spesso chi lo confronta con i dati di prestazione pubblicizzati. Il Regolamento UNECE n. 85 prevede per i gruppi motopropulsori elettrici una grandezza specifica, la potenza massima sui 30 minuti, definita come la massima potenza netta che il sistema è in grado di erogare in media lungo un periodo di mezz'ora. Durante la prova la potenza deve restare entro il 5% del valore iniziale, e il risultato è la media registrata nell'intervallo.
Un motore elettrico può sviluppare picchi molto superiori per pochi secondi, ma non riesce a mantenerli a lungo senza surriscaldare avvolgimenti, inverter e batteria. Il valore sui 30 minuti descrive quindi la capacità continuativa, ed è inevitabilmente più basso della potenza di picco citata nei cataloghi. Secondo la ricostruzione pubblicata da Quattroruote nella sua guida ai limiti per i neopatentati, per le auto elettriche il valore omologato riportato al punto P.2 è proprio la potenza massima sui 30 minuti.
Per le ibride il quadro è meno lineare, e le fonti disponibili non concordano. La stessa Quattroruote scrive che per le ibride conta la potenza del motore termico, mentre alcune guide commerciali dedicate al noleggio sostengono che nel P.2 figuri di norma la potenza combinata del sistema. Un indizio della complessità arriva dal servizio online del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nella verifica per targa avverte esplicitamente che per i veicoli ibridi plug-in l'esito potrebbe non essere corretto e invita a controllare anche i dati del documento di circolazione.
La conseguenza pratica è una sola. Davanti a un'ibrida, il numero da prendere in considerazione è quello effettivamente stampato sul libretto di quel veicolo, senza sostituirlo con la potenza di sistema indicata nel listino o con quella del solo motore termico presa da una scheda tecnica.
A cosa serve il valore in kW
La potenza del P.2 entra in calcoli che riguardano chiunque possieda o guidi un'auto, e alcuni pesano direttamente sul portafoglio o sulla patente.
Bollo auto
La tassa automobilistica è un tributo regionale che si calcola moltiplicando i kilowatt del veicolo per una tariffa unitaria. La tariffa varia in base alla classe ambientale riportata nel campo V.9 e cambia oltre la soglia dei 100 kW, dove i kilowatt eccedenti pagano un importo più alto. Le Regioni possono modificare le tariffe e prevedere esenzioni, per esempio sulle auto elettriche, quindi due vetture identiche immatricolate in territori diversi possono pagare cifre differenti. L'ACI mette a disposizione un calcolatore online che, a partire dalla targa, applica i parametri della Regione di residenza.
Superbollo
Per le autovetture e gli autoveicoli per trasporto promiscuo di potenza elevata si aggiunge l'addizionale erariale nota come superbollo. Dal 2012, in base all'articolo 16 del decreto legge n. 201 del 2011, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, l'importo è di 20 euro per ogni kW oltre i 185. La soglia è netta, e un'auto con esattamente 185 kW non paga nulla in più.
L'Agenzia delle Entrate precisa che l'addizionale si riduce al 60, al 30 e al 15 per cento rispettivamente dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione del veicolo, che salvo prova contraria coincide con quella di immatricolazione, e che non è più dovuta trascorsi vent'anni. Il conteggio degli anni parte dal 1° gennaio successivo all'anno di costruzione. Un'auto nuova con 250 kW nel P.2 supera la soglia di 65 kW e versa quindi 1.300 euro l'anno oltre al bollo ordinario.
Limiti per i neopatentati
La riforma del Codice della strada approvata con la legge 25 novembre 2024, n. 177, in vigore dal 14 dicembre 2024, ha riscritto l'articolo 117. Chi ha conseguito la patente B da quella data, per i primi tre anni dal rilascio, non può guidare autoveicoli con potenza specifica riferita alla tara superiore a 75 kW/t. Per le autovetture di categoria M1, elettriche e ibride plug-in comprese, si aggiunge un tetto assoluto di 105 kW.
I due limiti valgono insieme. Un'auto da 100 kW molto leggera può superare il rapporto consentito anche restando sotto i 105 kW, mentre una vettura più pesante con la stessa potenza può rientrare. Le patenti rilasciate prima del 14 dicembre 2024 seguivano il regime precedente, che secondo la stessa Quattroruote durava un solo anno, per cui a oggi quei vincoli di potenza risultano esauriti per tutti.
Il servizio di verifica dei limiti per neopatentati sul Portale dell'Automobilista permette di controllare un veicolo già immatricolato con la sola targa. La stessa pagina ricorda che le limitazioni di potenza non si applicano quando accanto al conducente siede, in funzione di istruttore, una persona di età non superiore a sessantacinque anni con patente della stessa categoria conseguita da almeno dieci anni, oppure con patente di categoria superiore.
Come calcolare il rapporto potenza/tara dal libretto
Il calcolo richiede due numeri e una divisione. Si prende la potenza in kW dal campo P.2, si prende la tara in chilogrammi e la si converte in tonnellate dividendola per mille, poi si divide la prima per la seconda.
Individuare il valore del campo P.2, per esempio 88 kW.
Individuare la tara del veicolo, per esempio 1.250 kg, pari a 1,25 tonnellate.
Dividere la potenza per la tara in tonnellate, e 88 diviso 1,25 dà 70,4 kW/t.
Confrontare il risultato con il limite di 75 kW/t e la potenza con il tetto di 105 kW.
Nell'esempio l'auto rispetta entrambi i vincoli. Basterebbe però una versione più leggera, con 1.150 kg di tara e la stessa potenza, per arrivare a 76,5 kW/t e uscire dal perimetro consentito. È il motivo per cui i listini dei concessionari non bastano, dato che masse e potenze cambiano tra allestimenti dello stesso modello.
La definizione di tara è il punto su cui le guide divulgative oscillano di più. La direttiva europea usa nel codice G la massa del veicolo in servizio, mentre il Codice della strada parla di tara, e i siti specializzati non descrivono tutti allo stesso modo cosa sia compreso nel valore. Per evitare interpretazioni conviene affidarsi al dato già riportato sul libretto oppure all'esito della verifica per targa. La guida alla lettura della carta di circolazione pubblicata da alVolante segnala che il rapporto potenza/tara compare tra le informazioni del terzo quadrante del documento, e quando è presente è quel numero a fare fede.
Gli errori più comuni nella lettura
Il primo errore consiste nel fidarsi della potenza dichiarata nell'annuncio di vendita. Nel mercato dell'usato capita di trovare valori in cavalli arrotondati, riferiti a un'altra versione o comprensivi di elaborazioni. Il P.2 descrive invece la configurazione omologata del veicolo, e qualsiasi incremento ottenuto con modifiche non riportate sul documento non ha valore legale.
Il secondo errore riguarda la conversione. Moltiplicare per 1,36 va bene per una stima, ma nei casi al limite, come una vettura vicina ai 105 kW o ai 185 kW, l'unico numero da considerare è quello in kilowatt scritto sul libretto, senza passaggi intermedi in cavalli che introducono arrotondamenti.
Il terzo riguarda le elettriche. Chi legge 150 kW di picco nella scheda del costruttore e trova un valore molto inferiore nel P.2 non è davanti a un errore di trascrizione. Sono due grandezze diverse, misurate con procedure diverse, e il libretto riporta quella prevista dall'omologazione.
Resta infine il tema dei veicoli importati. Poiché i codici sono armonizzati, il P.2 di un libretto estero indica la stessa grandezza, e il dato può essere confrontato direttamente con quello di un'auto italiana.
Rilette con attenzione, le pagine della direttiva europea contengono una piccola curiosità. Nel capitolo sul libretto cartaceo il codice P.2 è descritto come potenza netta massima, mentre nel capitolo che disciplina la versione in formato di carta intelligente con microprocessore, prevista come alternativa al documento stampato, lo stesso codice compare con la dicitura potenza nominale. La tabella dei dati memorizzati nel chip torna poi a parlare di potenza netta massima del motore. È un'incoerenza lessicale dentro un testo tecnico nato proprio per rendere univoca la lettura di quel numero.
Domande frequenti
Dove si trova la potenza in kW sulla carta di circolazione?
La potenza in kW si trova nel campo contrassegnato dal codice P.2, all'interno della sezione dedicata ai dati del motore. Il codice è armonizzato a livello europeo dalla direttiva 1999/37/CE, quindi indica la potenza netta massima in kilowatt sia sui libretti italiani sia su quelli rilasciati negli altri Stati membri.
Come si convertono i kW del libretto in cavalli?
Per convertire i kW del libretto in cavalli metrici si moltiplica il valore del campo P.2 per circa 1,3596, perché un CV corrisponde a 735,49875 watt. Un'auto con 88 kW sviluppa quindi circa 119,6 CV. Per l'operazione inversa si moltiplicano i cavalli per circa 0,7355.
Perché la potenza sul libretto di un'auto elettrica è più bassa di quella dichiarata?
Sul libretto di un'auto elettrica compare la potenza massima sui 30 minuti prevista dal Regolamento UNECE n. 85, cioè la media che il sistema riesce a sostenere per mezz'ora. I cataloghi citano spesso la potenza di picco, erogabile solo per pochi secondi, e per questo il valore commerciale risulta più alto.
Quale potenza in kW conta per il superbollo?
Per il superbollo conta la potenza del veicolo in kW. L'addizionale è di 20 euro per ogni kilowatt oltre i 185 e l'Agenzia delle Entrate indica riduzioni al 60, al 30 e al 15 per cento dopo cinque, dieci e quindici anni dalla costruzione. Dopo vent'anni l'addizionale non è più dovuta.
Come verificare dalla carta di circolazione se un'auto è guidabile da un neopatentato?
Si divide la potenza in kW del campo P.2 per la tara espressa in tonnellate e si controlla che il risultato non superi 75 kW/t, con una potenza massima di 105 kW per le autovetture. In alternativa il Portale dell'Automobilista offre una verifica gratuita a partire dalla targa del veicolo.