Volkswagen approva il piano 2030, altri 50.000 posti di lavoro in meno

Il consiglio di sorveglianza approva il Future Plan 2030 e un taglio di circa 50.000 posti nel gruppo. Quattro impianti a rischio.

04 settembre 2026 11:28
Volkswagen approva il piano 2030, altri 50.000 posti di lavoro in meno - Canva
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Il consiglio di sorveglianza di Volkswagen ha approvato all'unanimità il Future Plan 2030, il piano di trasformazione presentato dal consiglio di gestione, riconoscendo la necessità di un adeguamento della forza lavoro globale pari a circa 50.000 posti, ruoli manageriali compresi. La decisione è stata presa il 3 settembre 2026 a Wolfsburg e riguarda l'intero gruppo, non il solo marchio Volkswagen.

La cifra di 100.000 tagli complessivi, che circola sui media da giovedì, non compare nel comunicato dell'azienda. È la somma tra i 50.000 posti appena approvati e i 50.000 in Germania annunciati a marzo da Oliver Blume nella lettera agli azionisti allegata al bilancio 2025, a loro volta saliti rispetto ai 35.000 concordati con i sindacati alla fine del 2024. Il gruppo contava 662.942 dipendenti a fine 2025 comprese le joint venture cinesi, quindi la somma dei due programmi vale intorno al 15% dell'organico. Al nuovo taglio l'azienda non ha associato una scadenza esplicita, collocandolo dentro l'orizzonte 2030 del piano.

I numeri che il piano mette per iscritto

Il Future Plan 2030 raccoglie dodici iniziative. L'obiettivo finanziario dichiarato è un margine operativo del 9% entro il 2030, che Volkswagen traduce in un risultato operativo di circa 31 miliardi di euro, su vendite annue previste di nove milioni di veicoli. Il confronto con i risultati operativi degli ultimi bilanci del gruppo dà la misura della distanza da coprire. I costi di struttura vengono fissati a 37 miliardi, mentre investimenti industriali e ricerca e sviluppo si fermano a 135 miliardi complessivi nel periodo di pianificazione 2027-2031, una cifra che il consiglio di sorveglianza dovrà validare voce per voce nel prossimo ciclo di budget.

Sul prodotto l'intervento è altrettanto netto. Entro il 2035 la gamma del gruppo verrà ridotta di circa il 50% e la complessità di offerta, cioè il numero di varianti, allestimenti e combinazioni disponibili per ogni modello, di circa il 75%. Meno versioni significa volumi più alti per singolo modello e costi unitari più bassi, che è il meccanismo su cui Wolfsburg conta per recuperare margine. Piattaforme, architetture elettroniche, sistemi di assistenza alla guida e software verranno differenziati tra emisfero occidentale e orientale invece di restare unici a livello mondiale.

Il perimetro societario si accorcia in parallelo. Il portafoglio di partecipazioni e attività va ridotto di circa un terzo, tenendo solo quelle con un contributo diretto al business automobilistico, e anche il patrimonio immobiliare finisce sotto revisione. Il consiglio di sorveglianza limiterà i propri poteri di approvazione preventiva alle sole misure rilevanti per il gruppo, allineandosi alla prassi delle altre società DAX.

Quattro stabilimenti senza carico produttivo garantito

Nella delibera il consiglio di sorveglianza riconosce che la capacità produttiva europea del gruppo eccede la domanda di oltre 500.000 unità e che per gli impianti di Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm non è al momento possibile garantire un'allocazione produttiva competitiva, in modo scaglionato tra il 2031 e il 2034. Per quei quattro siti sono allo studio usi alternativi.

Nessuna chiusura è stata decisa. La scadenza operativa è la fine di giugno 2027, data entro cui va sviluppato un progetto di struttura produttiva europea sostenibile e competitiva. Fino ad allora la partita resta aperta, e lo stesso vale per i 50.000 posti, perché il comunicato precisa che dove servono accordi con le rappresentanze dei lavoratori saranno gli organi delle singole marche e controllate ad avviare le trattative.

Il fronte sindacale ha letto la delibera come un compromesso. Christiane Benner, prima segretaria di IG Metall e vicepresidente del consiglio di sorveglianza, ha rivendicato di aver ottenuto che il piano includa lo sviluppo di scenari futuri per tutti gli stabilimenti. Daniela Cavallo, a capo del consiglio di fabbrica di gruppo, ha descritto il piano come una necessità da attuare senza scaricare il peso della trasformazione solo sui dipendenti. Sul tavolo restava anche l'ipotesi di una separazione societaria tra il marchio Volkswagen e la divisione componenti, che non compare nel testo approvato.

Domande frequenti

Volkswagen chiuderà gli stabilimenti di Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm?

La delibera non dispone alcuna chiusura. Riconosce che per quei quattro impianti tedeschi non è oggi garantito un carico produttivo competitivo tra il 2031 e il 2034 e che sono in valutazione usi alternativi. Il progetto sulla futura struttura produttiva europea va presentato entro la fine di giugno 2027, quindi le decisioni sui singoli siti arriveranno dopo.

I tagli annunciati sono 50.000 o 100.000?

Il comunicato del gruppo parla di circa 50.000 posti a livello mondiale, ruoli manageriali inclusi. Il totale di 100.000 nasce sommando questi tagli ai 50.000 già annunciati per la Germania nel bilancio 2025, che a loro volta comprendevano i 35.000 negoziati con i sindacati nel 2024. È una somma calcolata dalla stampa, non una cifra dichiarata da Volkswagen.

Quando si saprà come verranno distribuiti i tagli?

Il piano non contiene una ripartizione per marchio, paese o stabilimento. Volkswagen ha indicato che le misure che richiedono accordi con le rappresentanze dei lavoratori saranno discusse nelle sedi delle singole marche e società controllate, con avvio immediato del confronto. I numeri per singola realtà emergeranno da quelle trattative.

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