Gasolio a 2,185 euro, benzina a 1,982: perché il diesel costa 20 centesimi in più

Da gennaio l'accisa sui due carburanti è identica. Il divario alla pompa dipende ora solo dalla parte industriale del prezzo. Oggi alle 17.30 il Consiglio dei ministri esamina un decreto orientato proprio sul gasolio.

27 luglio 2026 10:43
Gasolio a 2,185 euro, benzina a 1,982: perché il diesel costa 20 centesimi in più -
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Il prezzo medio del gasolio self service sulla rete stradale ordinaria è di 2,185 euro al litro, quello della benzina di 1,982. La rilevazione è di stamattina, lunedì 27 luglio, quindi rispetto a venerdì il diesel è salito di 2,4 centesimi, la verde di 1,4. In autostrada lo scarto si allarga, con 2,255 euro per il gasolio e 2,071 per la benzina.

Venti centesimi di differenza tra diesel e verde è una situazione che in Italia non si vedeva da anni. Per decenni il gasolio ha costato meno, e la ragione era fiscale. Ora quella ragione non c'è più.

L'accisa non spiega più il divario

Dal 1° gennaio 2026 l'accisa su benzina e gasolio impiegato come carburante è la stessa: 672,90 euro per mille litri, cioè 67,29 centesimi al litro. L'allineamento arriva dall'articolo 30 della legge di bilancio 2026, che ha portato l'aliquota della benzina giù di 4,05 centesimi (da 713,40 €/1.000 l) e quella del gasolio su della stessa cifra (da 623,40). La motivazione indicata nel testo è il superamento del sussidio ambientalmente dannoso classificato come EN.SI.24 nel catalogo del Ministero dell'Ambiente, che identificava proprio il trattamento fiscale di favore riservato al diesel.

L'IVA al 22% si applica anche sulla componente di accisa, ma in misura proporzionale e con la stessa aliquota per entrambi i prodotti. Il risultato è che oggi la parte fiscale di un litro di gasolio e di un litro di benzina è quasi sovrapponibile. I venti centesimi di scarto che si leggono sul display del distributore stanno quindi tutti nella parte industriale del prezzo: costo del prodotto raffinato, logistica, margine.

Aumento carburanti
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Cosa sta muovendo il gasolio più della benzina

Il diesel appartiene alla famiglia dei distillati medi, insieme al carboturbo per l'aviazione e al gasolio da riscaldamento. È un segmento che dipende in modo diretto dalla capacità di raffinazione disponibile e dalle rotte di approvvigionamento, e che nelle ultime settimane si è stretto più del mercato della benzina.

Il fattore che pesa di più è il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, in gran parte bloccato per il conflitto in corso, con i produttori del Golfo che stanno riducendo la produzione. I futures sul gasolio da riscaldamento hanno toccato i livelli più alti da giugno 2022, e il Brent è tornato sopra gli 85 dollari al barile dopo essere scivolato intorno ai 70 nella fase dei primi contatti diplomatici.

L'effetto si legge nei numeri delle rilevazioni MIMIT. Tra il 2 e il 15 luglio il gasolio è aumentato di 11,1 centesimi al litro contro gli 8,1 della benzina, e da allora il divario ha continuato ad allargarsi. Sulla benzina è arrivata comunque una spinta fiscale: il taglio delle accise deciso il 18 marzo, valido circa 6,1 centesimi al litro considerando l'effetto IVA, è scaduto il 3 luglio senza proroga. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso aveva motivato la scelta con il calo dei prezzi registrato nelle settimane precedenti.

Il decreto atteso in serata

Il Consiglio dei ministri si riunisce oggi alle 17.30 per esaminare quello che il governo ha definito un intervento ponte. Secondo le anticipazioni di agenzia il decreto legge dovrebbe agire in particolare sul costo del gasolio, ma il contenuto non è noto e il testo non è ancora stato approvato.

Un secondo passaggio è previsto a valle, con il meccanismo dell'accisa mobile: la norma consente di ridurre l'accisa quando l'aumento dei prezzi genera per lo Stato un maggiore incasso IVA, e per attivarla servono i dati del gettito di luglio. Non arriverebbe quindi prima di agosto. Nel Consiglio dei ministri del 4 agosto, ha detto Urso, il governo farà una valutazione delle risorse disponibili. I tagli applicati da marzo ai primi di luglio sono già costati circa 1,8 miliardi.

Quanto pesa oggi su un pieno

Ai prezzi di stamattina, riempire un serbatoio da 50 litri costa 109,25 euro a gasolio e 99,10 euro a benzina sulla rete ordinaria. In autostrada si passa a 112,75 e 103,55.

Il confronto più utile è con il 3 luglio, ultimo giorno del taglio delle accise: allora il gasolio era a 1,882 euro al litro. In poco più di tre settimane il pieno da 50 litri di un'auto diesel è rincarato di circa 15 euro.

Il valore di riferimento da tenere d'occhio nei prossimi giorni è 2,229 euro al litro, il record storico del gasolio in Italia. Alla rilevazione di stamattina mancano 4,4 centesimi.

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