La Racing Point, ora è ufficiale, è stata condannata dopo i reclami fatti da Renault in occasione dei primi quattro GP della stagione 2020 di Formula 1. La sentenza da parte della Fia è arrivata a poche ore dall’inizio del GP del 70° Anniversario della Formula 1. Il documento in cui è spiegata dettagliatamente l’analisi che ha poi portato alla condanna della Racing Point si può trovare sul sito della Fia, ed è di 14 pagine.
Ciò che desta subito qualche perplessità è il tipo di provvedimento preso dalla Fia nei confronti della Racing Point. Più nel dettaglio, per i tre GP in cui Renault ha fatto l’esposto si legge:
Vediamo di capire i perché di queste decisioni, che hanno già fatto discutere nel paddock, basandoci su quanto riportato nel documento di 14 pagine che è stato pubblicato stamani sul sito della Fia.
La Renault ha presentato reclamo contro RP focalizzandosi su due particolari: le prese dei freni, anteriori e posteriori. Secondo il team della Losanga infatti le prese della RP20 sarebbero simili, troppo simili a quelle montate sulla Mercedes W10 del 2019.
Infatti, secondo i tecnici della Renault, non è possibile replicare in tal modo la presa frenante (comprese le geometrie interne) basandosi sulle sole fotografie come detto inizialmente dal team anglo-canadese. Citando testualmente ciò che è riportato nel documento Fia, “il livello di replica delle geometrie aerodinamiche, incluse le superfici interne non visibili dall’esterno, è tale che le prese dei freni chiaramente non possono essere state progettate da Racing Point”.
Dall’inizio del 2020 (1 gennaio) le prese freno rientrano nelle Listed Parts, ossia quelle componenti non acquistabili da un altro team. Tale decisione è stata presa a marzo 2019, per divenire effettiva nel 2020, per cui nei 9 mesi rimanenti del 2019 si è creata di fatto una zona grigia. È in questo lasso di tempo che, secondo Renault, vi è stato lo scambio di informazioni tra Mercedes e Racing Point che ha permesso di ricreare una componente praticamente identica a quella della concorrente.
Finora ci siamo limitati a parlare delle prese freno anteriori, ma Renault ha anche fatto delle osservazioni sulle prese freno posteriori. Anche riguardo a queste Renault afferma che sono indistinguibili da quelle montate sulla W10 del 2019, e che non è possibile fare una replica con un tale livello di dettaglio avvalendosi solo di qualche scatto.
Detto ciò, per Renault la Racing Point ha di fatto violato il regolamento sportivo nel 2019, ritenendo irrilevante la data in cui la scuderia di proprietà di Lawrence Stroll ha ottenuto le informazioni dalla Mercedes. La violazione è avvenuta perché Racing Point avrebbe prodotto le prese dei freni in proprio ma utilizzando progetti di una scuderia concorrente.
L’analisi della Fia ha eseguito la sua analisi facendo un distinguo tra le prese freno anteriori e quelle posteriori:
C’è stata in sintesi una violazione del regolamento sportivo e non tecnico, il che non comporta la squalifica dal campionato. La sentenza comunque sta facendo rumore nel paddock, ci saranno sicuramente ulteriori sviluppi.
In un prossimo articolo si approfondirà ulteriormente questa prima sentenza della Fia sul caso Racing Point.