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Produzione Stellantis in Italia +28,3% in nove mesi: i dati Fim Cisl
Produzione Stellantis in Italia +28,3% in nove mesi: i dati Fim Cisl
Nei primi nove mesi 340.745 veicoli prodotti in Italia. Mirafiori e Melfi crescono, Cassino perde il 37,1%. Stima 2026 a 450 mila.
Nei primi nove mesi del 2026 gli stabilimenti italiani di Stellantis hanno prodotto 340.745 veicoli, il 28,3% in più dei 265.490 dello stesso periodo del 2025. Il dato viene dal report trimestrale della Fim Cisl presentato il 6 ottobre dal segretario generale Ferdinando Uliano, e sono numeri elaborati dal sindacato, non dal gruppo. Le autovetture salgono del 36,7% a 206.945 unità, i veicoli commerciali del 17,3% a 133.800, tutti assemblati ad Atessa.
La crescita si misura però su un 2025 che il sindacato chiama «anno nero», con i volumi più bassi dalla fine degli anni Cinquanta. Rispetto ai nove mesi del 2024, quando le linee avevano prodotto 387.600 veicoli, il totale resta inferiore del 12,1%. Anche la previsione per l'intero anno scende. A luglio la Fim indicava poco più di 500 mila veicoli, ora stima circa 450 mila, con le auto sopra quota 250 mila.
Dove la produzione cresce e dove si ferma
Mirafiori segna l'aumento percentuale più alto, +151,1%, con 46.323 Fiat 500 elettriche e ibride contro le 18.450 del 2025. A Melfi la nuova Jeep Compass porta la produzione a 47.580 unità (+77,2%), volume ancora lontano dalle oltre 201 mila vetture dei primi nove mesi del 2019. Pomigliano d'Arco resta il primo sito per le auto con 103.500 vetture (+12,6%), circa metà delle autovetture prodotte in Italia, di cui 92 mila Fiat Panda e 11.500 Alfa Romeo Tonale.
Atessa, in Abruzzo, vale da sola il 39,3% dei volumi italiani del gruppo e ha recuperato la flessione del primo semestre, legata ai lavori per il nuovo impianto di verniciatura. Da luglio lo stabilimento ha chiuso il contratto di solidarietà, lo strumento che riduce l'orario per distribuire il lavoro disponibile, che coinvolgeva circa 200 addetti. A Modena le Maserati prodotte passano da 75 a 645, per il trasferimento da Torino di GranTurismo e GranCabrio.
Cassino è l'unico stabilimento di assemblaggio auto in calo. Le vetture uscite dalle linee sono 8.897, il 37,1% in meno, di cui 5.227 Alfa Romeo Giulia e Stelvio e 3.670 Maserati Grecale. Nei nove mesi la fabbrica ha lavorato 56 giornate e il sindacato prevede circa 12 mila unità a fine anno, contro le 19.364 del 2025.
Perché la stima annuale scende e cosa resta da decidere
Il ridimensionamento dipende soprattutto da Mirafiori. Nel terzo trimestre la produzione della 500 ha rallentato per la mancanza di materiali e per il calo degli ordini, e l'azienda ha chiesto due settimane di cassa integrazione a ottobre. La Fim stima per lo stabilimento torinese circa 60 mila vetture nel 2026, contro le 100 mila indicate come obiettivo da Stellantis, e chiede un secondo modello accanto alla 500.
Su Cassino le decisioni non sono ancora arrivate. Il gruppo ha confermato Giulia e Stelvio fino a tutto il 2027 con una serie speciale e una nuova Grecale dal 2027, mentre le scelte sui futuri modelli Alfa Romeo e Maserati sono rinviate a fine anno. A giugno, in audizione davanti alle commissioni di Camera e Senato, l'amministratore delegato Antonio Filosa aveva legato il futuro di Cassino al piano Maserati, in preparazione anche con possibili partner. Il sindacato ricorda che fra l'annuncio di un progetto e l'avvio delle linee passano in genere 18-24 mesi.
Nei nove mesi il ricorso agli ammortizzatori sociali è sceso di oltre il 30%, un calo che la Fim attribuisce sia ai nuovi modelli sia alla riduzione degli addetti. Il prossimo passaggio è il 15 ottobre, quando sindacati e direzione faranno il punto su volumi e avanzamento del piano industriale FastLane 2030 di Stellantis.