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Toyota Prius, secondo richiamo per le portiere posteriori: cosa non ha funzionato nel 2024 e come cambia la soluzione nel 2026

Toyota ha avviato negli Stati Uniti il richiamo di 141.286 esemplari di Toyota Prius di quinta generazione, nelle varianti ibrida e plug-in hybrid, prodotti tra ottobre 2022 e novembre 2025.

Il difetto riguarda lo switch elettronico di apertura delle portiere posteriori: in presenza di infiltrazioni d’acqua contenente tensioattivi, il componente può andare in cortocircuito e aprire la portiera in modo imprevisto, anche con il veicolo in movimento. La campagna è identificata dal numero NHTSA 26V049 e sostituisce integralmente il precedente richiamo 24V274 del 2024, estendendo la platea dei veicoli interessati e modificando la natura stessa dell’intervento correttivo.

I modelli coinvolti e l’origine del problema

Il richiamo, formalizzato dalla National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) il 28 gennaio 2026 e avviato da Toyota su base volontaria il 22 gennaio, interessa tre distinte varianti della quinta generazione Prius. I modelli coperti sono la Toyota Prius 2023-2026 nelle versioni a trazione anteriore con propulsore ibrido, la Prius Prime 2023-2024 (la denominazione precedente della plug-in hybrid per il mercato nordamericano) e la Prius Plug-in Hybrid 2025-2026, per un totale di 141.286 unità sul territorio statunitense. A questi si aggiungono circa 19.399 veicoli richiamati parallelamente in Canada, dove Transport Canada ha emesso una campagna analoga nella stessa data.

Tutti i veicoli interessati condividono un elemento costruttivo specifico: il sistema elettronico di blocco delle portiere posteriori equipaggiato con uno switch di apertura prodotto da Tokai Rika Co., azienda giapponese fornitrice di Toyota, realizzato durante un determinato periodo produttivo. Le versioni precedenti della Prius e gli altri modelli Toyota e Lexus presenti sul mercato statunitense utilizzano sistemi di chiusura differenti e non sono soggetti alla stessa vulnerabilità.

La quinta generazione della Prius, introdotta per l’anno modello 2023, ha adottato un design fortemente rinnovato che include maniglie posteriori nascoste nel montante C, integrate nella carrozzeria per ragioni estetiche e aerodinamiche. Questa scelta implica che l’apertura delle portiere avvenga attraverso uno switch elettronico piuttosto che tramite una maniglia meccanica tradizionale collegata direttamente al dispositivo di chiusura. La conseguenza diretta è che qualsiasi anomalia nel segnale elettrico generato dallo switch può tradursi in un comando di apertura involontario, senza che il passeggero o il conducente abbiano esercitato alcuna forza meccanica sul sistema.

Il meccanismo del guasto: thermal cycling, acqua e tensioattivi

La sequenza di eventi che porta al guasto è articolata e richiede la compresenza di più fattori ambientali, il che rende difficile stimare quanti veicoli tra quelli richiamati presentino effettivamente il difetto. Toyota stessa, nel rapporto Part 573 depositato presso la NHTSA, ha dichiarato di non essere in grado di fornire una percentuale affidabile di veicoli affetti, e ha inserito il valore convenzionale di “1” nel portale NHTSA come risposta al campo obbligatorio che richiede una stima numerica.

Il processo di degrado inizia con il ciclo termico ripetuto a cui è sottoposto lo switch nel corso della sua vita operativa. Le variazioni stagionali di temperatura, con freddo invernale e caldo estivo, determinano cicli di espansione e contrazione dei materiali del componente. Nel tempo, questa dinamica riduce progressivamente l’area di contatto della guarnizione che protegge il circuito interno dello switch dall’ingresso di umidità. Tokai Rika ha confermato, durante la campagna di test condotta tra luglio e ottobre 2025, che le aree di tenuta delle guarnizioni si riducono effettivamente con l’accumulo dei cicli termici.

Tuttavia, la riduzione dell’area di contatto della guarnizione da sola non è sufficiente a determinare il cortocircuito. Le prove interne di Toyota avevano inizialmente mostrato che anche i componenti con la minima area di tenuta residua resistevano all’infiltrazione d’acqua nelle condizioni di test standard. L’elemento discriminante è risultato essere la forza di chiusura della portiera: i test condotti a partire da ottobre 2025 hanno dimostrato che chiudere la portiera con forza elevata, in condizioni in cui la guarnizione è già degradata, può temporaneamente consentire all’acqua di superare la barriera di tenuta e raggiungere il circuito interno dello switch.

Il terzo e più critico fattore è la presenza di tensioattivi nell’acqua. I tensioattivi sono composti chimici che riducono la tensione superficiale dei liquidi, aumentando la loro capacità di bagnare superfici e penetrare in cavità altrimenti impermeabili all’acqua pura. Il rapporto NHTSA cita esplicitamente i detergenti dei lavaggi automatici come fonte tipica di tensioattivi. L’indagine condotta da Tokai Rika sulla portiera del veicolo giapponese che aveva manifestato il problema dopo la riparazione del 2024 aveva rilevato tracce di acqua e tensioattivi sulla scheda del circuito dello switch, indizio che ha poi orientato tutta la campagna di test successiva. Quando l’acqua contenente detergente raggiunge i contatti del circuito dello switch, è sufficiente a generare un cortocircuito abbastanza intenso da attivare il comando di apertura della portiera.

Affinché il difetto si manifesti come apertura effettiva della portiera, è necessaria un’ulteriore condizione: la portiera deve essere non bloccata al momento del cortocircuito. Se la portiera è nella condizione di locked, il segnale anomalo prodotto dal cortocircuito non produce l’apertura fisica. Questo requisito multi-condizione spiega perché, al 21 gennaio 2026, Toyota avesse registrato solo tre reclami di garanzia negli Stati Uniti potenzialmente attribuibili al difetto, senza segnalazioni di incidenti o lesioni correlate nel mercato nordamericano.

La cronologia del problema e il fallimento del primo richiamo

La storia di questo difetto inizia prima del richiamo attuale. Nell’aprile 2024, Toyota aveva già avviato una prima campagna di richiamo (NHTSA 24V274) che interessava circa 56.000 esemplari di Prius e Prius Prime degli anni modello 2023 e 2024, per un totale mondiale di circa 211.000 veicoli. Il rimedio adottato in quella fase consisteva nella sostituzione fisica di entrambi gli switch di apertura delle portiere posteriori, sinistra e destra, con componenti migliorati. I proprietari erano stati informati per posta a partire dall’agosto 2024.

Il problema sembrava risolto, ma nel febbraio 2025 Toyota ha ricevuto una segnalazione proveniente dal mercato giapponese che descriveva un’apertura imprevista della portiera posteriore su un veicolo già sottoposto alla riparazione prevista dal richiamo locale equivalente. Questo evento ha innescato una nuova fase di indagine condotta congiuntamente da Toyota e Tokai Rika tra febbraio e giugno 2025.

Il fornitore ha recuperato il gruppo maniglia esterna posteriore dal veicolo segnalato e ha trovato evidenza di acqua e tensioattivi sulla scheda del circuito. Da quel momento, la ricerca si è concentrata sulla comprensione del perché i componenti sostituiti, teoricamente migliorati, avessero ceduto nuovamente. I test di luglio 2025 hanno rivelato che le aree di tenuta delle guarnizioni si riducono nel corso del tempo, mentre quelli di ottobre 2025 hanno aggiunto il ruolo della forza di chiusura come fattore abilitante dell’infiltrazione. Il quadro complessivo ha portato Toyota a concludere che la semplice sostituzione degli switch non eliminava il rischio in modo permanente, e che era necessario un approccio correttivo differente per la campagna del 2026.

La soluzione tecnica: modifica del circuito invece della sostituzione del componente

La differenza fondamentale tra il richiamo del 2024 e quello del 2026 riguarda la natura dell’intervento tecnico. Nel 2024, la soluzione era di tipo hardware diretto: sostituzione degli switch con versioni dotate di guarnizioni più efficaci. Nel 2026, la soluzione adottata è una modifica del circuito elettrico che gestisce i comandi di apertura delle portiere posteriori sinistra e destra.

L’obiettivo della modifica è rendere il sistema immune dall’effetto di un eventuale cortocircuito sullo switch: anche se l’acqua dovesse infiltrarsi e generare un segnale anomalo, il circuito modificato non trasduce quel segnale in un comando di apertura della portiera. In altri termini, la logica di controllo viene resa failsafe rispetto ai cortocircuiti sullo switch, indipendentemente dalla causa che li genera. Questo approccio è più robusto perché non si basa sull’ipotesi che la guarnizione mantenga indefinitamente la propria efficacia.

Un aspetto importante per i proprietari che avevano già eseguito la riparazione nel 2024: il nuovo richiamo espande e sostituisce integralmente il precedente (NHTSA 26V049 rimpiazza 24V274). I veicoli già riparati nell’ambito della campagna 2024 dovranno tornare in officina per ricevere il nuovo intervento di modifica del circuito. La riparazione è gratuita per tutti i proprietari.

Toyota ha precisato che, nell’attesa che la modifica definitiva sia disponibile presso le concessionarie, i proprietari riceveranno una lettera di notifica intermedia, il cui invio è stato pianificato a partire dal 15 marzo 2026, contenente informazioni sul rischio di sicurezza. Una seconda lettera sarà inviata quando la soluzione finale sarà operativamente disponibile presso i dealer.

I segnali visivi e sonori in caso di attivazione anomala

In attesa dell’intervento correttivo, Toyota ha specificato quali indicatori il sistema produce quando si verifica un’apertura imprevista. Se la portiera posteriore non bloccata si apre in seguito al cortocircuito, il conducente riceve una notifica visiva sul cruscotto digitale e, se il veicolo è in movimento, anche un segnale sonoro acustico. Questi avvisi sono già presenti nel software di serie della vettura come parte del sistema di monitoraggio delle portiere, ma la loro attivazione in assenza di un’azione volontaria del passeggero è il sintomo del problema.

Il rischio principale in caso di apertura della portiera con il veicolo in movimento riguarda i passeggeri seduti nei posti posteriori, che potrebbero subire un’apertura inattesa del pannello laterale e conseguente pericolo di caduta o proiezione verso l’esterno, soprattutto in caso di curva o manovra improvvisa. Toyota ha dichiarato di non essere a conoscenza di incidenti o lesioni negli Stati Uniti riconducibili a questo difetto al momento della notifica alla NHTSA.

Come verificare se il proprio veicolo è interessato

I proprietari di Prius degli anni modello 2023-2026 possono verificare se il proprio veicolo rientra nel richiamo attraverso due canali ufficiali. Il primo è il sito nhtsa.gov/recalls, dove è possibile inserire il numero di identificazione del veicolo (VIN, Vehicle Identification Number) a 17 cifre per ottenere l’elenco dei richiami aperti associati a quello specifico esemplare. Il secondo è il portale toyota.com/recall, che offre la stessa funzionalità attraverso il sistema di ricerca per VIN o targa.

Per contattare direttamente Toyota, il numero del servizio clienti negli Stati Uniti è 1-800-331-4331. I riferimenti da citare sono il numero di campagna NHTSA 26V049 e i codici interni Toyota 26TB03 e 26TA03. I veicoli già riparati sotto il precedente richiamo 24V274 possono essere identificati con i vecchi codici Toyota 24TB06 e 24TA06, ma dovranno comunque ricevere il nuovo intervento.

Il contesto più ampio: le maniglie elettroniche e le loro vulnerabilità

Il caso Prius porta all’attenzione un tema di rilevanza crescente nell’industria automobilistica: l’adozione di sistemi di apertura porte completamente elettronici, privi di qualsiasi collegamento meccanico diretto tra la maniglia e il dispositivo di chiusura. Questa architettura, presente su un numero sempre maggiore di veicoli di segmento medio-alto e su diverse auto elettriche, offre vantaggi in termini di design, peso e integrazione con i sistemi di accesso keyless, ma espone il sistema a vulnerabilità di tipo elettrico che le maniglie tradizionali a cavo non presentano.

Nel caso specifico della Prius, la scelta progettuale era motivata dall’integrazione delle maniglie posteriori nel montante C, una soluzione che elimina le interruzioni di superficie sulla fiancata e contribuisce al coefficiente aerodinamico del veicolo. Tuttavia, questa integrazione posiziona lo switch in una zona della carrozzeria potenzialmente esposta agli spruzzi d’acqua provenienti dalla parte posteriore del tetto e del lunotto, in particolare durante lavaggi ad alta pressione.

Il fatto che il primo richiamo del 2024 non abbia risolto definitivamente il problema indica che la vulnerabilità è intrinsecamente legata al posizionamento e al design dell’intero gruppo maniglia-switch, non solo alla qualità della guarnizione del componente. La soluzione circuitale adottata nel 2026 affronta il problema da un livello diverso, rendendo il sistema robusto anche in caso di infiltrazione, ma non elimina la causa fisica che permette all’acqua di raggiungere il circuito.

Il richiamo si inserisce in una serie di campagne che hanno riguardato la quinta generazione Prius dall’inizio della sua commercializzazione. Nell’ottobre 2025, Toyota aveva già richiamato oltre un milione di veicoli Toyota e Lexus, incluse alcune versioni Prius, per un problema di congelamento del software della telecamera di retromarcia. La molteplicità di campagne su un modello relativamente recente riflette sia l’intensificazione dei sistemi elettronici integrati nella vettura, sia la maggiore reattività delle procedure di controllo qualità post-vendita nel rilevare difetti latenti.