Curiosità e Consigli

Caro carburanti 2026: tutto quello che devi sapere sul decreto-legge del 18 marzo

Il prezzo della benzina torna a far paura. Nelle ultime settimane, le tensioni geopolitiche legate al conflitto in Medio Oriente hanno fatto schizzare i costi alla pompa, mettendo sotto pressione famiglie, autotrasportatori e imprese. Il governo ha approvato nelle ultime ore il Decreto Legge 18 marzo 2026, n. 33, firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella stessa giornata.

Cos’è e quando è entrato in vigore

Il 18 marzo il governo Meloni ha dato il via libera al decreto in un Consiglio dei Ministri durato circa mezz’ora, definendo il provvedimento come «un pacchetto di misure con un obiettivo chiaro nell’immediato: fermare la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi». Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale con data 18 marzo 2026 ed è entrato in vigore già il 19 marzo.

Il taglio delle accise: quanto si risparmia e per quanto tempo

La misura più immediata per gli automobilisti è il taglio delle accise. Il provvedimento prevede una riduzione di circa 25 centesimi al litro per un periodo limitato di venti giorni, pensato per alleggerire nell’immediato il peso dei rincari sui consumatori. Il taglio delle accise costa complessivamente 417,4 milioni di euro nel 2026, con copertura assicurata in gran parte da tagli ai ministeri. Il governo ha comunque dichiarato la disponibilità a prorogare le misure qualora la crisi non rientrasse entro i tempi previsti.

I benefici per autotrasportatori e settore della pesca

Il decreto non si limita agli automobilisti privati. Per le imprese di autotrasporto è previsto un credito d’imposta del 28% sul gasolio (la percentuale definitiva sarà fissata con un successivo decreto) per le spese sostenute nel trimestre marzo–maggio 2026, recuperabile tramite compensazione fiscale con il modello F24. La misura è finanziata nel limite massimo di 100 milioni di euro ed è riservata ai veicoli Euro 5 o superiori.

Per le imprese della pesca è invece previsto un credito d’imposta del 20%, per un valore complessivo di 10 milioni di euro, a copertura delle spese per l’acquisto di carburante nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.

Controlli anti-speculazione: entra in campo “Mr. Prezzi”

Previsto dal Decreto, per un periodo di tre mesi, le compagnie petrolifere saranno tenute a comunicare e pubblicare i prezzi consigliati, soggetti alla sorveglianza del Garante dei prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con sanzioni in caso di inadempimento. Se il monitoraggio rileverà aumenti anomali, il Garante dovrà comunicare alla Guardia di Finanza i distributori e le compagnie petrolifere da controllare, con trasmissione dei risultati all’Antitrust e, nei casi più gravi, all’autorità giudiziaria per verificare la sussistenza del reato di manovre speculative.

Le critiche: misura strutturale o colpo elettorale?

Il provvedimento non è esente da polemiche. Le opposizioni, tra cui il Partito Democratico, parlano di una misura dal carattere elettorale, legata all’imminente referendum sulla giustizia. Tra i cittadini prevalgono scetticismo e timori: «Dopo venti giorni cosa facciamo?». Restano fuori dal decreto misure strutturali fondamentali, come una riduzione stabile delle accise, l’indicizzazione automatica dei corrispettivi di trasporto e l’estensione dei benefici anche ai mezzi più vecchi