Colonnine di ricarica in Italia: oltre 73.000 punti nel 2025 e crescita delle infrastrutture ad alta potenza

La rete italiana delle colonnine di ricarica per auto elettriche ha superato i 73.000 punti nel 2025. Analisi tecnica dell’infrastruttura nazionale, della distribuzione territoriale, delle potenze installate e delle criticità normative che influenzano lo sviluppo della mobilità elettrica.

La rete italiana delle infrastrutture di ricarica pubblica per veicoli elettrici ha raggiunto nel 2025 una dimensione significativa all’interno del panorama europeo. Il numero complessivo di punti di ricarica installati sul territorio nazionale ha superato quota 73.047 unità, secondo i dati presentati nella settima edizione dello studio “Le infrastrutture di ricarica a uso pubblico in Italia”.

—>

L’analisi è stata condotta da Motus-E con la collaborazione del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e di Ricerca sul Sistema Energetico (RSE). Il report rappresenta uno dei riferimenti principali per comprendere lo sviluppo della mobilità elettrica nel Paese, grazie a una mappatura dettagliata delle infrastrutture e a una valutazione delle dinamiche di crescita della rete.

I dati sono stati presentati a Rimini durante KEY – The Energy Transition Expo, uno degli eventi europei dedicati alla transizione energetica. L’aggiornamento fotografa una fase di espansione significativa, accompagnata da cambiamenti nella tipologia di infrastrutture installate e da una progressiva diffusione delle stazioni ad alta potenza.

Accanto agli elementi positivi emergono tuttavia alcune criticità strutturali che riguardano il ritmo di diffusione dei veicoli elettrici, la complessità normativa e la pianificazione delle infrastrutture lungo la rete autostradale.

La crescita della rete nazionale di ricarica pubblica

Il sistema italiano delle colonnine di ricarica ha registrato nel 2025 una crescita consistente. I 73.047 punti di ricarica pubblici censiti rappresentano il risultato di un incremento continuo negli ultimi anni, sostenuto sia dagli investimenti degli operatori privati sia dai programmi di sviluppo infrastrutturale promossi a livello europeo e nazionale.

Durante il solo 2025 sono stati installati 8.656 nuovi punti di ricarica, con un’accelerazione nell’ultima parte dell’anno. Il quarto trimestre ha infatti visto l’installazione di 2.775 nuovi punti, segnale di un rafforzamento delle attività di deployment infrastrutturale.

Questo incremento si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione del settore automobilistico europeo, caratterizzato dalla progressiva diffusione dei veicoli elettrici a batteria (BEV) e dall’introduzione di politiche pubbliche orientate alla decarbonizzazione dei trasporti.

La presenza di una rete di ricarica capillare rappresenta una condizione fondamentale per la diffusione della mobilità elettrica. L’infrastruttura consente infatti di ridurre la cosiddetta range anxiety, cioè la preoccupazione degli automobilisti riguardo all’autonomia residua del veicolo e alla disponibilità di punti di ricarica durante gli spostamenti.

Un sistema di ricarica pubblico efficiente deve quindi garantire tre elementi principali:

  • copertura territoriale capillare;
  • potenze di ricarica adeguate alle diverse esigenze di mobilità;
  • accessibilità e interoperabilità tra operatori.

Il report evidenzia come l’Italia abbia compiuto progressi rilevanti soprattutto sul piano quantitativo, con un aumento costante del numero di stazioni disponibili.

L’evoluzione tecnologica delle colonnine: crescita delle ricariche veloci e ultraveloci

Un elemento particolarmente rilevante riguarda la tipologia di infrastrutture installate. Nel 2025 si è registrata una crescita significativa delle colonnine di ricarica veloce e ultraveloce.

Secondo il report, il 62% dei nuovi punti installati nel 2025 appartiene alla categoria fast o ultra-fast, con potenze generalmente superiori ai 50 kW e spesso oltre i 150 kW. Nel 2024 la quota di queste infrastrutture era pari al 47%, segno di un cambiamento rapido nella configurazione della rete.

Questo trend riflette l’evoluzione tecnologica dei veicoli elettrici. I modelli più recenti sono dotati di sistemi di ricarica compatibili con potenze elevate, che permettono di ridurre significativamente i tempi necessari per rifornire la batteria.

Le principali categorie di infrastrutture di ricarica pubblica comprendono:

  • ricarica lenta o AC (fino a circa 22 kW);
  • ricarica veloce DC (tra 50 e 150 kW);
  • ricarica ultrarapida HPC (oltre 150 kW).

Le stazioni HPC, High Power Charging, rappresentano oggi l’elemento più strategico per i viaggi a lunga distanza. Con potenze che possono raggiungere anche i 350 kW, queste infrastrutture consentono di recuperare centinaia di chilometri di autonomia in tempi relativamente brevi.

L’aumento della quota di colonnine veloci indica una maturazione del sistema infrastrutturale italiano. La rete non si limita più a fornire punti di ricarica urbani a bassa potenza, ma si orienta verso un modello più adatto alla mobilità interurbana e autostradale.

La distribuzione geografica delle infrastrutture di ricarica

La crescita della rete di ricarica non si distribuisce in modo uniforme sul territorio nazionale. Il report evidenzia una forte concentrazione nelle regioni settentrionali, dove si trova la maggior parte dei punti di ricarica pubblici.

Nel 2025 la distribuzione territoriale risulta articolata nel seguente modo:

  • Nord Italia: 59% dei punti di ricarica pubblici;
  • Centro Italia: 19%;
  • Sud Italia e Isole: 22%.

Questa configurazione riflette diversi fattori strutturali, tra cui la maggiore densità abitativa delle regioni settentrionali, la presenza di infrastrutture di trasporto più sviluppate e un livello più elevato di diffusione dei veicoli elettrici.

Tra le regioni italiane, la Lombardia si conferma al primo posto per numero totale di punti di ricarica pubblici. Il territorio lombardo conta 15.836 punti, un dato che rispecchia sia la dimensione economica della regione sia la concentrazione di centri urbani e attività industriali.

Alle spalle della Lombardia si collocano:

  • Piemonte – 6.981 punti;
  • Lazio – 6.975 punti;
  • Veneto – 6.700 punti;
  • Emilia-Romagna – 5.927 punti;
  • Campania – 4.969 punti.

Il posizionamento della Campania tra le prime regioni evidenzia un processo di espansione infrastrutturale significativo anche nel Mezzogiorno.

Le città italiane con il maggior numero di colonnine

Il report dedica una parte dell’analisi alla distribuzione urbana delle infrastrutture di ricarica, elemento fondamentale per la diffusione della mobilità elettrica nei contesti metropolitani.

Tra le città italiane, Roma occupa la prima posizione per numero totale di punti di ricarica installati, con 3.973 colonnine pubbliche. La capitale presenta una rete in continua espansione, favorita dalla presenza di numerosi operatori infrastrutturali e da programmi di elettrificazione del trasporto urbano.

Al secondo posto si colloca Milano, con 3.375 punti di ricarica. Il capoluogo lombardo rappresenta uno dei principali laboratori europei per la mobilità elettrica, grazie alla presenza di servizi di car sharing elettrico, politiche di riduzione delle emissioni e una forte integrazione tra infrastrutture pubbliche e private.

La terza posizione è occupata da Napoli, che conta 2.277 punti di ricarica.

La classifica cambia se si considera il numero di infrastrutture in relazione alla superficie urbana. In questo caso Napoli risulta la città con la maggiore densità di colonnine per chilometro quadrato, un dato legato alla compattezza del tessuto urbano e alla concentrazione delle infrastrutture.

Copertura territoriale e accessibilità alla ricarica

Un indicatore fondamentale per valutare l’efficacia della rete infrastrutturale riguarda la copertura territoriale. Il report include un’analisi spaziale basata sulla geolocalizzazione dei punti di ricarica presenti in Italia.

I risultati mostrano un livello di diffusione molto ampio:

  • nel 95,6% del territorio nazionale è presente almeno un punto di ricarica entro un raggio di 10 km;
  • nel 71,4% del territorio è disponibile almeno una colonnina entro un raggio di 5 km.

Questi dati indicano una rete infrastrutturale relativamente capillare, anche se permangono differenze tra aree urbane e zone rurali.

Le regioni a bassa densità abitativa presentano spesso una distribuzione più rarefatta delle infrastrutture, mentre le aree metropolitane dispongono di una maggiore concentrazione di punti di ricarica.

La copertura territoriale rappresenta un parametro chiave anche per l’integrazione con i corridoi europei di trasporto. L’Unione Europea promuove infatti la realizzazione di una rete di ricarica continua lungo le principali arterie di traffico continentali.

Le infrastrutture di ricarica sulle autostrade italiane

Un capitolo importante del report riguarda lo sviluppo delle colonnine lungo la rete autostradale.

Alla fine del 2025 risultano installati 1.374 punti di ricarica sulle autostrade italiane. Si tratta di un aumento rispetto ai 1.087 punti registrati alla fine del 2024.

Un elemento particolarmente significativo riguarda la potenza delle infrastrutture installate. Circa il 62% dei punti autostradali dispone di potenze superiori a 150 kW, caratteristica che consente ricariche molto rapide durante le soste di viaggio.

Le stazioni autostradali rappresentano uno snodo strategico per la mobilità elettrica a lunga distanza. I sistemi HPC installati nelle aree di servizio permettono ai veicoli elettrici di ricaricare le batterie in tempi compatibili con le pause tipiche dei viaggi autostradali.

Nonostante i progressi, il report segnala ritardi nella realizzazione delle infrastrutture rispetto agli obiettivi europei.

Il regolamento europeo AFIR e i target infrastrutturali

La pianificazione delle infrastrutture di ricarica nel continente europeo è regolata dal Regolamento AFIR (Alternative Fuels Infrastructure Regulation), una normativa che stabilisce obiettivi vincolanti per gli Stati membri.

L’AFIR prevede la realizzazione di una rete di ricarica ad alta potenza lungo i corridoi della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T). Le stazioni devono essere installate a intervalli regolari e garantire una potenza complessiva minima per chilometro di rete.

Nel caso italiano, il report evidenzia che circa il 90% degli obiettivi previsti risulta raggiunto, ma persistono ritardi dovuti soprattutto alla gestione delle concessioni autostradali.

La predisposizione e pubblicazione dei bandi di gara per le infrastrutture di ricarica nelle aree di servizio ha subito rallentamenti. Questo ritardo potrebbe esporre l’Italia al rischio di una procedura d’infrazione europea nel caso di mancato rispetto dei target stabiliti dal regolamento.

Il confronto europeo: il rapporto tra colonnine e veicoli elettrici

Un parametro frequentemente utilizzato per valutare la qualità di una rete di ricarica riguarda il rapporto tra punti di ricarica pubblici e numero di veicoli elettrici circolanti.

Secondo il report, l’Italia presenta un valore relativamente favorevole rispetto ad altri grandi Paesi europei.

Nel territorio italiano si registra infatti un punto di ricarica pubblico ogni sei auto elettriche immatricolate.

Il confronto con altre economie europee evidenzia valori più elevati:

  • Francia: un punto ogni 8,3 auto elettriche;
  • Germania: un punto ogni 10,7 auto elettriche;
  • Regno Unito: un punto ogni 16,6 auto elettriche.

Questo dato indica che la crescita della rete infrastrutturale italiana ha proceduto a un ritmo relativamente rapido rispetto alla diffusione dei veicoli elettrici.

Il ritardo italiano nell’adozione delle auto elettriche

Nonostante la disponibilità di infrastrutture di ricarica relativamente ampia, il mercato italiano dei veicoli elettrici presenta ancora una diffusione inferiore rispetto alla media europea.

Secondo le analisi citate nel report, la quota di mercato delle auto elettriche in Italia corrisponde a circa un terzo della media dell’Unione Europea.

Questo scarto dipende da diversi fattori strutturali:

  • costo di acquisto dei veicoli elettrici ancora elevato rispetto alle alternative tradizionali;
  • incertezza normativa sugli incentivi alla mobilità elettrica;
  • diffusione ancora limitata delle infrastrutture domestiche di ricarica;
  • percezione degli utenti riguardo all’autonomia dei veicoli.

Il rapporto tra infrastrutture e parco circolante evidenzia quindi una situazione peculiare: la rete di ricarica cresce rapidamente mentre il numero di veicoli elettrici procede con maggiore lentezza.

Le criticità normative e autorizzative

Lo sviluppo della rete di ricarica in Italia incontra anche ostacoli di natura regolatoria e amministrativa.

Secondo le valutazioni degli operatori del settore, alcune procedure autorizzative risultano ancora complesse e rallentano l’installazione delle infrastrutture.

Tra i principali problemi segnalati figurano:

  • iter autorizzativi lunghi per l’installazione delle colonnine;
  • procedure differenziate tra i diversi comuni;
  • incertezza nella durata delle concessioni di suolo pubblico.

Le infrastrutture di ricarica richiedono infatti l’occupazione di spazi pubblici e l’integrazione con la rete elettrica locale. La presenza di normative non uniformi può generare rallentamenti nella realizzazione dei progetti.

I fattori strategici per lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica

L’analisi individua alcune aree di intervento considerate strategiche per consolidare lo sviluppo della rete nazionale di ricarica.

Tra le priorità segnalate emergono cinque direttrici principali: riduzione dei costi di approvvigionamento dell’energia per gli operatori; semplificazione normativa e regolatoria per accelerare le installazioni; copertura completa delle reti autostradali con infrastrutture ad alta potenza; durata più lunga delle concessioni di suolo pubblico per favorire gli investimenti; e migliore pianificazione infrastrutturale su scala nazionale.

Una governance infrastrutturale più coordinata permetterebbe di evitare sovrapposizioni di investimenti e garantire una distribuzione più equilibrata delle colonnine sul territorio.

La rete di ricarica come infrastruttura energetica della mobilità elettrica

La diffusione delle colonnine di ricarica rappresenta uno degli elementi centrali nella trasformazione del sistema dei trasporti.

I veicoli elettrici dipendono da un’infrastruttura energetica distribuita, composta da stazioni di ricarica pubbliche, impianti domestici e sistemi aziendali.

Le colonnine pubbliche svolgono diverse funzioni strategiche:

  • supporto alla ricarica urbana per chi non dispone di infrastrutture private;
  • infrastruttura per i viaggi a lunga distanza;
  • integrazione con servizi di mobilità condivisa;
  • supporto alla logistica elettrificata.

Il sistema di ricarica diventa quindi parte integrante della rete energetica nazionale, con implicazioni che coinvolgono la gestione della domanda elettrica, lo sviluppo delle smart grid e l’integrazione delle fonti rinnovabili.

La crescita delle infrastrutture osservata nel 2025 rappresenta un passaggio importante nella costruzione di questo ecosistema energetico dedicato alla mobilità elettrica.