Ford GT40 MK I P/1058 all’asta RM Sotheby’s a Miami: analisi tecnica, storia industriale e valore collezionistico di uno dei 31 esemplari stradali derivati dal programma Le Mans vincente dal 1966 al 1969.
La Ford GT40 occupa una posizione centrale nella storia dell’automobilismo sportivo del Novecento. Il suo nome è legato in modo indissolubile alla vittoria di quattro edizioni consecutive della 24 Ore di Le Mans tra il 1966 e il 1969, un risultato che ha ridefinito gli equilibri dell’endurance internazionale e consolidato l’immagine tecnica e sportiva del marchio Ford.
Tra i circa 133 esemplari complessivamente prodotti, solo 31 furono configurati in versione MK I stradale. Uno di questi, identificato dal numero di telaio P/1058, sarà battuto all’asta da RM Sotheby’s il 27 febbraio a Miami. La vettura si presenta con livrea Carmen Red, motore centrale V8 Ford 289 con carburatori Weber originali e cambio manuale ZF a cinque marce. La stima attuale oscilla tra 6,5 e 8 milioni di dollari, cifra coerente con la rarità e la rilevanza storica del modello.
Questo articolo analizza in profondità il contesto tecnico, produttivo e collezionistico della GT40 MK I stradale, con particolare riferimento all’esemplare P/1058.
La nascita della Ford GT40 è collegata a una precisa strategia industriale e sportiva. Nei primi anni Sessanta, Ford Motor Company decise di entrare in modo strutturato nel motorsport europeo, con l’obiettivo di competere ai massimi livelli nelle gare di durata. Il programma fu sviluppato attraverso la collaborazione con ingegneri e strutture tecniche britanniche, tra cui Ford Advanced Vehicles a Slough.
Il nome “GT40” deriva dall’altezza complessiva della vettura: 40 pollici, pari a circa 101,6 cm. Questa dimensione evidenzia l’approccio progettuale radicale adottato sin dall’inizio: baricentro estremamente basso, carrozzeria compatta e aerodinamica, motore in posizione centrale-posteriore.
Il successo agonistico culminò con quattro vittorie consecutive alla 24 Ore di Le Mans dal 1966 al 1969, evento che consacrò definitivamente il progetto GT40 nella storia dell’endurance.
La produzione complessiva della Ford GT40 si attestò intorno ai 133 esemplari, comprendendo diverse evoluzioni e varianti. Tra questi, solo 31 unità furono configurate come MK I stradali.
Questi esemplari non rappresentavano una semplice declinazione commerciale del modello da competizione, ma vere e proprie vetture omologate per uso su strada, pur mantenendo una struttura e una filosofia progettuale strettamente derivate dall’ambito racing.
La limitata tiratura costituisce uno degli elementi chiave che determinano l’attuale valore collezionistico. In un mercato in cui la rarità documentata è uno dei principali driver di prezzo, una produzione di 31 unità colloca la GT40 MK I stradale tra le sportive più esclusive dell’epoca.
L’esemplare oggetto dell’asta è identificato dal numero di telaio P/1058. La tracciabilità del telaio è un elemento determinante nella valutazione di vetture di questo livello, poiché consente di ricostruire con precisione la storia proprietaria e gli interventi effettuati nel tempo.
In passato, la vettura è stata fotografata presso la fabbrica di Slough, sede operativa legata alla produzione delle GT40. Il primo proprietario la acquistò tramite il concessionario Al Grillo Ford di Lynn, Massachusetts, realtà nota per la distribuzione delle GT40 negli Stati Uniti.
Negli anni 2000, l’auto è stata sottoposta a un intervento di riverniciatura e aggiornamento meccanico presso Grand Touring Cars, Inc., azienda di Harley Cluxton III con sede a Scottsdale, Arizona. Questo passaggio è rilevante per due motivi: da un lato garantisce una revisione tecnica effettuata da un operatore specializzato nel settore delle GT40; dall’altro consente di preservare l’integrità funzionale senza alterare le specifiche originali.
La livrea attuale è Carmen Red, tonalità che valorizza le proporzioni e le superfici tese della carrozzeria.
La Ford GT40 MK I rappresenta una sintesi avanzata di soluzioni tecniche per l’epoca. La configurazione prevede telaio monoscocca in acciaio con sezioni scatolate, sospensioni indipendenti su entrambi gli assi e freni a disco.
Il propulsore montato sull’esemplare P/1058 è il V8 Ford 289, unità small-block di 4,7 litri di cilindrata. Questo motore, già utilizzato in ambito racing e su modelli ad alte prestazioni del marchio, era caratterizzato da una configurazione a otto cilindri a V con distribuzione OHV.
Nel caso specifico, l’alimentazione è affidata a carburatori Weber originali, componente che contribuisce in modo significativo alla risposta del motore e alla fedeltà rispetto alle specifiche storiche.
L’adozione del motore in posizione centrale-posteriore consente una distribuzione dei pesi favorevole e un comportamento dinamico più equilibrato rispetto alle tradizionali sportive a motore anteriore.
La trasmissione è affidata a un cambio manuale ZF a cinque marce. ZF, fornitore tedesco con consolidata esperienza in ambito motorsport, sviluppò soluzioni in grado di gestire la coppia del V8 garantendo robustezza e precisione negli innesti.
La combinazione tra V8 289 e cambio ZF rappresenta uno degli elementi distintivi delle MK I stradali, contribuendo alla coerenza tecnica con le versioni da competizione.
L’estetica della GT40 è strettamente legata a esigenze funzionali. Le linee basse e allungate, i passaruota pronunciati e le prese d’aria integrate nella carrozzeria non rispondono a criteri puramente stilistici, ma a necessità di raffreddamento e stabilità alle alte velocità.
La livrea Carmen Red dell’esemplare P/1058 enfatizza i volumi compatti e le superfici raccordate. L’altezza contenuta e la larghezza marcata contribuiscono a una presenza scenica che rimane attuale anche a distanza di decenni.
L’architettura della carrozzeria, con portiere che integrano parte del tetto, testimonia un’impostazione progettuale fortemente orientata alla riduzione della massa e al contenimento delle turbolenze.
Il valore stimato tra 6,5 e 8 milioni di dollari riflette diversi fattori oggettivi:
Nel segmento delle sportive storiche, le vetture con legame diretto a programmi ufficiali di endurance mantengono una stabilità di valore superiore rispetto a modelli privi di pedigree agonistico.
Le grandi case d’asta specializzate in automobili da collezione svolgono una funzione determinante nella definizione delle quotazioni di riferimento. Eventi organizzati negli Stati Uniti, in Europa e in Medio Oriente costituiscono piattaforme di scambio ad alta visibilità, frequentate da collezionisti, fondi di investimento e musei privati.
La vendita di un esemplare come la GT40 MK I P/1058 a Miami rafforza la centralità del mercato nordamericano per le sportive storiche di derivazione racing. L’interesse per le vetture legate alla 24 Ore di Le Mans rimane costante, sostenuto da una domanda internazionale.
Le versioni stradali della GT40 rappresentano un caso peculiare nella storia dell’automobile. Non si tratta di reinterpretazioni stilistiche ispirate alle competizioni, ma di vetture costruite su una base tecnica quasi sovrapponibile a quella delle auto da gara.
La presenza di interni rifiniti per l’uso su strada non altera la natura meccanica del progetto. Telaio, schema sospensivo e configurazione del gruppo motopropulsore mantengono un’impostazione radicale.
Questo equilibrio tra omologazione stradale e DNA racing contribuisce alla percezione della GT40 MK I come oggetto tecnico di altissimo livello, capace di conservare integrità storica e coerenza progettuale.
L’interesse per le vetture iconiche degli anni Sessanta non mostra flessioni strutturali. I modelli caratterizzati da produzione limitata, documentazione completa e specifiche tecniche originali tendono a consolidare la propria posizione nel mercato del collezionismo internazionale.
L’esemplare P/1058 unisce rarità, provenienza documentata e coerenza meccanica. Questi elementi costituiscono parametri oggettivi di valutazione, indipendenti da dinamiche speculative di breve periodo.
La Ford GT40 MK I stradale rimane un riferimento tecnico e storico nell’ambito delle sportive d’epoca. La vendita all’asta del telaio P/1058 rappresenta un passaggio significativo nella storia di uno dei modelli più rappresentativi dell’endurance mondiale, confermando il ruolo della GT40 come pietra miliare dell’ingegneria automobilistica del XX secolo.