Un grave incidente ferroviario avvenuto il 18 gennaio 2026 ad Adamuz (provincia di Córdoba, Spagna) ha provocato la morte di almeno 39 persone e il ferimento di decine di passeggeri.
L’evento ha coinvolto due treni ad alta velocità e ha causato l’interruzione della circolazione sulla linea ferroviaria tra Madrid e l’Andalusia e sollevando interrogativi rilevanti sulla sicurezza delle infrastrutture ad alta velocità.
Il sistema ferroviario spagnolo, tra i più avanzati in Europa per estensione e standard tecnologico, è stato teatro di un incidente di particolare gravità il 18 gennaio 2026. Due treni ad alta velocità sono rimasti coinvolti in una sequenza di deragliamento e collisione nei pressi di Adamuz, un nodo infrastrutturale localizzato sulla linea AVE che collega Madrid all’Andalusia. L’impatto dell’evento si riflette sia nel numero delle vittime, che supera le tre decine, sia nelle implicazioni operative e sistemiche per la sicurezza del trasporto ferroviario ad alta velocità.
La tratta interessata fa parte della rete AVE, inaugurata nei primi anni ’90 e progressivamente ampliata fino a diventare una delle dorsali principali del trasporto ferroviario spagnolo. In corrispondenza del punto dell’incidente, la linea è costituita da due binari separati, con geometria rettilinea e dotazioni tecnologiche compatibili con velocità operative superiori ai 250 km/h.
I due convogli coinvolti sono stati identificati come:
Entrambi i treni erano in regolare esercizio al momento dell’evento, viaggiando con un numero complessivo di passeggeri stimato attorno alle 500 persone. L’infrastruttura nel tratto di Adamuz, recentemente rinnovata, includeva sistemi di scambio automatici e impianti di segnalamento avanzati.
Secondo quanto ricostruito dai primi rilievi tecnici e dai registratori di bordo, il deragliamento è stato innescato da una perdita di aderenza o da una sollecitazione anomala nella parte posteriore del convoglio Iryo. La deviazione dalla sede ferroviaria ha portato i vagoni di coda a invadere la corsia parallela, creando un ostacolo sulla traiettoria del treno Renfe in arrivo, che viaggiava in senso opposto.
L’impatto tra le due unità è avvenuto a velocità relative elevate, contribuendo all’entità dei danni strutturali e al bilancio di vittime e feriti. I dati telemetrici e le registrazioni dei sistemi di bordo sono al vaglio delle autorità competenti per determinare l’effettiva velocità di esercizio dei convogli, le condizioni del binario e l’eventuale attivazione dei sistemi di frenata automatica.
Il bilancio umano dell’evento è estremamente grave. Le autorità sanitarie e di protezione civile hanno confermato almeno 39 decessi, tra cui il macchinista del convoglio Alvia. Decine di persone risultano ferite, alcune in condizioni critiche, mentre altre sono state ricoverate in diversi ospedali della provincia di Córdoba e in Andalusia. Il numero esatto dei feriti è in aggiornamento, in quanto sono ancora in corso operazioni di identificazione e triage medico.
I servizi di emergenza, attivati immediatamente dopo l’allarme, hanno impiegato decine di unità tra vigili del fuoco, sanitari, protezione civile e polizia ferroviaria. Sono stati utilizzati mezzi aerei per il trasporto urgente dei feriti più gravi e per coordinare le operazioni di soccorso lungo il tratto ferroviario danneggiato.
La circolazione ferroviaria tra Madrid e le principali destinazioni dell’Andalusia è stata sospesa per almeno 24 ore, con possibilità di proroga in base all’avanzamento delle operazioni di messa in sicurezza e rilievo tecnico. ADIF, l’ente gestore dell’infrastruttura ferroviaria spagnola, ha annunciato l’interruzione del servizio sulla linea AVE coinvolta, attivando contemporaneamente deviazioni, rimborsi e assistenza per i passeggeri in transito.
Le compagnie coinvolte, Iryo e Renfe, hanno comunicato l’immediata attivazione di numeri verdi e procedure straordinarie per la gestione dei clienti, offrendo riprotezione su tratte alternative e supporto alle famiglie delle vittime. Gli enti di controllo del Ministero dei Trasporti hanno avviato un’indagine congiunta per stabilire responsabilità, anomalie infrastrutturali e potenziali guasti tecnici.
L’inchiesta tecnica è focalizzata su diversi possibili fattori:
I dati tecnici rilevati dai registratori di evento (analoghi alle scatole nere aeree) verranno confrontati con le condizioni registrate dal sistema di supervisione della rete per individuare eventuali incoerenze o segnali di preallarme non correttamente gestiti.
L’incidente di Adamuz impone una revisione critica delle attuali misure di sicurezza previste sulla rete AVE. L’adozione di tecnologie avanzate per il monitoraggio in tempo reale, la diagnostica predittiva e il controllo automatizzato della marcia-treno rappresenta uno standard consolidato nei paesi con alta densità di traffico ferroviario veloce.
Eventi di questo tipo evidenziano la necessità di rafforzare ulteriormente le pratiche di manutenzione preventiva e di test sistematici su apparati infrastrutturali complessi, come scambi, deviatoi e sensori di tracciamento. Le tecnologie di visione artificiale e le reti neurali applicate alla manutenzione ferroviaria potrebbero rappresentare uno strumento evolutivo per anticipare scenari di rischio con maggiore precisione.
La gestione delle emergenze, in particolare nelle aree meno urbanizzate come quella di Adamuz, pone inoltre l’accento sull’importanza di procedure integrate tra operatori ferroviari, enti locali e strutture sanitarie regionali, per garantire tempi di risposta compatibili con le esigenze di eventi di grande impatto.
L’evento ha interrotto una sequenza di esercizio pressoché priva di incidenti gravi sulla rete AV spagnola negli ultimi anni. La risposta istituzionale e la trasparenza delle indagini saranno fondamentali per rafforzare la fiducia dell’opinione pubblica nella sicurezza ferroviaria ad alta velocità.
È atteso che, a valle delle indagini, vengano emesse raccomandazioni ufficiali che potrebbero comportare aggiornamenti normativi, revisione di standard tecnici o riorganizzazione dei cicli di manutenzione. L’incidente di Adamuz costituirà un caso di studio per la comunità ferroviaria europea, con potenziale impatto su linee guida condivise a livello continentale in ambito di interoperabilità e sicurezza operativa.
Fonte: El Pais