Auto di un parente, da oggi per guidarla devi versare l’IVA: nuova tagliola di Stato | Fai prima a comprartela usata

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Auto di un familiare: Brocardi evidenzia perché potrebbe risultare costosa, con l’obbligo di restituire l’IVA risparmiata. Nuova trappola!
Nella vita quotidiana, un’automobile è molto più di un semplice mezzo per spostarsi. Rappresenta un simbolo di autonomia e uguali opportunità.
Essa rappresenta, inoltre, un elemento necessario che regola le routine giornaliere tra lavoro, famiglia e attività personali. Avere la patente significa crescita e autodeterminazione.
Per questi motivi, le agevolazioni fiscali relative all’acquisto di veicoli hanno costituito nel tempo un passo significativo verso l’inclusione, offrendo un aiuto concreto per migliorare la vita quotidiana.
Tuttavia, come spesso accade nei rapporti tra cittadini e amministrazione fiscale, ogni vantaggio può nascondere delle complessità normative che potrebbero trasformarsi in ostacolo.
Una problematica da osservare
Come riportato da Brocardi, la problematica riguarda in particolare la Legge 104 e le automobili acquistate grazie ai vantaggi fiscali riservati a disabili o ai loro familiari. La normativa permette di comprare un veicolo applicando un’IVA ridotta al 4%, anziché l’aliquota standard, insieme ad altre detrazioni fiscali. Tuttavia, se l’auto viene venduta entro due anni dall’acquisto, scatta un obbligo potenzialmente oneroso: il pagamento della differenza d’imposta. In altre parole, chi vende l’auto prima della scadenza biennale deve restituire allo Stato la parte di IVA risparmiata al momento dell’acquisto.
La situazione diventa più difficile per i familiari conviventi che spesso utilizzano l’auto in condivisione con il beneficiario delle agevolazioni. Quando si decide di mettere in vendita il veicolo, magari per sostituirlo con un modello più idoneo alle necessità di mobilità, si corre il rischio di incorrere nella cosiddetta “trappola” fiscale: il pagamento della differenza d’IVA tra il 4% agevolato e il 22% ordinario. Questo aggravio può risultare notevole e, di fatto, può scoraggiare la sostituzione dell’automobile.

Esempi ed eccezioni
Per meglio comprendere l’impatto economico, si consideri un esempio pratico: se si acquista un’auto con la Legge 104 a un prezzo di 20. 000 euro più IVA al 4%, il costo totale sarà di 20. 800 euro. In un contesto normale, con un’IVA al 22%, la stessa vettura avrebbe costato 24. 400 euro. Se l’auto viene venduta entro i due anni, chi l’ha acquistata con le agevolazioni si vedrà costretto a versare una differenza di 3. 600 euro di imposta, annullando di fatto il vantaggio iniziale.
È importante ricordare che la legge prevede alcune eccezioni. Non è necessario restituire l’imposta se la cessione avviene a seguito della morte del disabile o se la vendita avviene dopo due anni dall’acquisto. In tali situazioni, infatti, non sussiste il sospetto di un uso speculativo del beneficio fiscale. Al contrario, nei casi di vendita anticipata, l’Agenzia delle Entrate può richiedere il recupero dell’imposta dovuta, con conseguenze economiche significative per le famiglie.